MeMoMu_THOT_089 27 MARZO - GIORNATA MONDIALE DEL TEATRO
Meestemoemuuseum plaanib koostada 2020. aasta Kirbla tee-ehitustööde teemalise näituse
Kui teie peres on säilinud lugusid või fotosid nende töödega seoses, andke palun teada: Endel Lepale telefonil 112 või e-postiga Kumari Vaimule kumari.vaim@elfh.com.
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27. märts kell 12:00
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- 27 marzo - Giornata Mondiale del Teatro -
[ Dai cervelli umani è scomparsa la nozione del teatro. Essa esiste, invece: a metà strada tra realtà e sogno.]
Alcuni vanno a teatro come andrebbero al bordello. Piacere furtivo. Eccitazione momentanea: il teatro per costoro non rappresenta altro. È come l’immondezzaio del loro bisogno di godere. L’ipertrofia del teatro-svago ha creato, al fianco e al di sopra della vecchia idea di teatro, l’esistenza di un certo gioco dalle regole facili che è oggi per la maggior parte il teatro stesso e che riveste l’idea di teatro in sé. Si può dire pertanto che esistono attualmente due teatri: un falso teatro facile e artificioso, il teatro dei borghesi, militari, benestanti, commercianti, mercanti di vino, professori d’acquerello, avventurieri, puttane e premi Roma; e un altro teatro che si mette dove può, ma che è il teatro concepito come il compimento delle più pure aspirazioni umane...Ecco l'angoscia umana in cui lo spettatore dovrà trovarsi uscendo dal nostro teatro. Egli sarà scosso e sconvolto dal dinamismo interno dello spettacolo che si svolgerà sotto i suoi occhi. E tale dinamismo sarà in diretta relazione con le angosce e le preoccupazioni di tutta la sua vita. Tale è la fatalità che noi evochiamo, e lo spettacolo sarà questa stessa fatalità. L'illusione che cerchiamo di suscitare non si fonderà sulla maggiore o minore verosimiglianza dell'azione, ma sulla forza comunicativa e la realtà di questa azione. Ogni spettacolo diventerà in questo modo una sorta di avvenimento. Bisogna che lo spettatore abbia la sensazione che davanti a lui si rappresenta una scena della sua stessa esistenza, una scena veramente capitale. Chiediamo insomma al nostro pubblico un'adesione intima e profonda. La discrezione non fa per noi. Ad ogni allestimento di spettacolo è per noi in gioco una partita grave. Se non saremo decisi a portare fino alle ultime conseguenze i nostri principi, penseremo che non varrà la pena di giocare la partita. Lo spettatore che viene da noi saprà di venire a sottoporsi ad una vera e propria operazione, dove non solo è in gioco il suo spirito, ma i suoi sensi e la sua carne. Se non fossimo persuasi di colpirlo il più gravemente possibile, ci riterremmo impari al nostro compito più assoluto.
Antonin Artaud, da Il teatro e il suo doppio - Traduzioni di Ettore Capriolo e Giovanni Marchi - Prefazione a cura di Jacques Derrida
ph Luigi Ciminaghi, Giorgio Strehler sulla scena di Arlecchino servitore di due padroni al Piccolo Teatro di Milano Kuva vähem



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